Elementi di ornamento personale e cura del corpo: percorso giallo
Giochi e strumenti nell'antichità: percorso azzurro
Ritualità: percorso verde
Rapporti sociali: percorso arancio
Percorso giallo Percorso azzurro Percorso verde Percorso arancio
  Orecchini a sanguisuga

Orecchini con testa di pantera

Orecchino bauletto

Specchio con Lasa

Specchio con giudizio di Paride

Fibula

  Dadi osso

Scilla

Statuetta Venere

Strigile

  Ascia in pietra

Ascia in piombo

Lama di coltello

Alabastron

Alabastra

 

 

  Vaso gemino

Vaso cinerario bronzo

Vaso cinerario ceramica

a cura di
ARCI COMITATO PROVINCIALE SIENA
FONDAZIONE MUSEI SENESI
MUSEO ARCHEOLOGICO “RANUCCIO BIANCHI BANDINELLI”, COLLE DI VAL D’ELSA
UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE- AMBITO TERRITORIALE DI SIENA
LICEO ECONOMICO-SOCIALE “SAN GIOVANNI BOSCO”, COLLE DI VAL D’ELSA

con il contributo di

REGIONE TOSCANA

in collaborazione con

MUSEO NAZIONALE DI ANTROPOLOGIA ED ETNOGRAFIA, FIRENZE
GRUPPO ARCHEOLOGICO COLLIGIANO, COLLE DI VAL D’ELSA

IL PROGETTO

Il progetto Punti di vista. Musei ed intercultura nelle terre di Siena vuole rendere partecipe tutta la comunità della storia del territorio in cui vive, avvalendosi per questo del patrimonio conservato nei musei.
La finalità del progetto è difatti partire dalla pluralità di esperienze culturali per arrivare alla interculturalità: le nostre città, oramai, sono multiculturali - nel senso che ospitano comunità di persone provenienti da varie parti del pianeta- ma perché possano definirsi interculturali è necessario confrontarsi ed insieme interpretare il presente come il passato attraverso diversi, ma assolutamente paritetici, punti di vista.

In questo senso l’archeologia, ed i musei archeologici, sono il terreno ideale su cui provare ad avvicinare le culture: infatti la cultura materiale, ovvero gli oggetti della vita quotidiana riescono a far percepire la vicinanza tra le diverse storie e le diverse tradizioni.
Condividendo questi obiettivi il Museo Archeologico “Ranuccio Bianchi Bandinelli” ed il Liceo Economico-sociale “San Giovanni Bosco” di Colle di Val d’Elsa hanno elaborato un percorso didattico teso non tanto alla definizione della cultura di provenienza del singolo reperto, ma piuttosto al significato che oggi esso ha per un giovane: lo scopo primario diventa, accostando agli oggetti antichi degli adolescenti cresciuti in una società digitale e multiculturale, far loro tessere i fili della storia e della memoria, far trovare gli elementi e i linguaggi che nel profondo accomunano civiltà e generazioni lontane nel tempo. I reperti archeologici mostrano così un aspetto imprevisto, rivelando che alcuni prodotti, ormai considerati identitari di una cultura, sono in realtà frutto di scambi e di fenomeni di acculturazione.
Così, a partire da un oggetto del museo archeologico gli studenti della 3CP del Liceo Economico-sociale “San Giovanni Bosco” di Colle di Val d’Elsa, supportati dagli operatori museali e sociali, hanno ‘scavato’ nel loro passato familiare, per trovare nel vissuto personale - e della loro famiglia - un elemento di contatto tra la propria esperienza e la società etrusca, vista non come struttura monolitica e chiusa, ma come un’osmosi di conoscenze e tradizioni.
Poiché il passaggio tra l’oggi ed un passato lontano poteva sembrare troppo ardito, è parso opportuno includere il Museo Nazionale di Antropologia ed Etnografia di Firenze come necessario elemento di transizione, per abbattere il muro tra l’oggetto d’arte (ma nato per essere utilizzato nella vita quotidiana) e la quotidianità.
Il percorso laboratoriale si è avvalso dell'impiego di linguaggi operativi e creativi, declinati sul piano del 'fare' in grado di rappresentare per gli studenti coinvolti un'esperienza concreta ed emotivamente coinvolgente.


IL MUSEO VIRTUALE “PUNTI DI VISTA”

Durante la visita al museo archeologico è stato chiesto ad ogni alunno di scegliere un oggetto non su basi estetiche o di importanza storica, ma per empatia, in relazione alle sensazioni che il reperto suscitava nel percorso, senza sovrastrutture o condizionamenti.
La scelta degli oggetti ha portato all’individuazione di quattro macrotemi, contrassegnati nel percorso museale anche cromaticamente:

1. ELEMENTI DI ORNAMENTO PERSONALE E CURA DEL CORPO
2. GIOCHI E STRUMENTI NELL’ANTICHITÀ
3. RITUALITÀ
4. RAPPORTI SOCIALI

La stessa richiesta è stata fatta durante la visita al Museo Nazionale di Antropologia ed Etnografia di Firenze, precisando tuttavia che la scelta avrebbe dovuto prevedere un collegamento con il reperto del museo archeologico di Colle di Val d’Elsa.
Durante i laboratori in classe i responsabili del progetto hanno accompagnato gli studenti nella analisi e schedatura dei reperti, con particolare riferimento alle problematiche interculturali delle culture di appartenenza.
L’ultima fase ha previsto la compilazione di una sezione ‘personale’ in cui ogni alunno ha spiegato le ragioni della scelta di oggetti che talora possono apparire tra loro inconciliabili. Questa riflessione ha finito per coinvolgere non solo il vissuto degli alunni, ma soprattutto le tradizioni e gli usi della famiglia o del contesto sociale di appartenenza, in un complesso in cui il patrimonio culturale, espressione di un popolo e di una specifica cultura, è diventato mezzo di scambio e di dialogo tra realtà culturali assai diverse e lontane, non solo geograficamente, ma anche socialmente.

Le schede sono consultabili al Museo inquadrando con uno smartphone il QR-code posto nella didascalia accanto agli oggetti esposti nelle sale.