CENNI SULLA NOMENCLATURA DELLE SOSTANZE CHIMICHE (parte prima)

Dare il giusto nome alle migliaia di diversi composti chimici con cui i chimici (e gli studenti di chimica) hanno a che fare può apparire come un compito impossibile.

In realtà non occorre imparare a memoria migliaia di nomi astrusi, vedremo che esistono delle regole che consentono di dare ad ogni composto il giusto nome. Così come esistono delle regole che permettono di prevedere quale elemento si legherà con un altro e in quali proporzioni. In questa scheda faremo una semplice introduzione, diciamo che l'argomento va digerito un po' alla volta...

Prima di "avventurarci" nell'affascinante mondo della nomenclatura chimica è utile tenere bene a mente alcune proprietà degli elementi che si possono ben evidenziare grazie alla tavola periodica. Anzi direi che la tavola periodica e il modello atomico a orbitali sono senza dubbio la base che serve per capire quello che succede. Se non ti ricordi come determinare la configurazione elettronica di un elemento riguardati bene questa dispensa (La configurazione elettronica) Se invece appena ti dico carbonio, numero atomico 6, tu dici subito 1s2 2s2 2p2, non c'è problema e puoi andare avanti.

Due proprietà degli elementi da tenere ben presenti per capire quello che stiamo facendo sono l'elettronegatività e il numero di ossidazione.

ELETTRONEGATIVITA'

E' una misura relativa della capacità di un atomo di attrarre elettroni quando prende parte ad un legame chimico. L'elettronegatività aumenta in ogni periodo da sinistra a destra e diminuisce in ogni gruppo dall'alto verso il basso.

I metalli alcalini (il primo gruppo a sinistra, Li,Na, ecc..) hanno bassa elettronegatività, essi infatti non hanno nessun interesse ad attirare elettroni, anzi, cercano di disfarsene, gli atomi spostati molto a destra invece, come l'ossigeno o il fluoro, hanno una fortissima elettronegatività, essi attirano fortemente elettroni perché in questo modo possono completare il loro ottetto.
Le eccezioni che confermano a regola
Nella tabella qui sopra c'è quancosa che non torna! Alcuni gas nobili hanno una elevata elettronegatività. Applicando alla lettera la regola dell'ottetto questo non dovrebbe succedere. Come sempre però la realtà è più complicata della teoria e i gas nobili con numero atomico più elevato possono, in determinate condizioni, attirare elettroni e reagire con altri atomi. Comunque per adesso non fasciatevi troppo la testa. La regola dell'ottetto funziona benissimo e ci aiuta a capire molte cose, qundi fregatevene dell'elettronegatività del Kripton e degli altri gas nobili ad elevato numero atomico.

NUMERO DI OSSIDAZIONE

Il numero di ossidazione (o stato di ossidazione) di un elemento chimico in un composto dipende dal numero di elettroni ceduti o acquistati virtualmente durante la formazione di un composto. Esso corrisponde alla ipotetica carica che ogni atomo presente in una formula neutra o ionica, acquisterebbe in seguito all’attribuzione degli elettroni di legame all'atomo più elettronegativo.
facciamo un esempio:

L'ossigeno è sempre alla ricerca di qualcuno che gli presti due elettroni e, dato che è un atomo piuttosto piccolo, con pochi orbitali che schermano la forza di attrazione che il nucleo atomico esercita sugli elettroni, ha un alto valore di elettronegatività. L'idrogeno ha un solo elettrone e quindi quando forma dei legami con altri atomi può mettere in gioco appunto un solo elettrone. I due atomi di idrogeno prestano il loro elettrone (in rosso nel disegno) all'ossigeno, in questo modo l'ossigeno può "far finta" di avere otto elettroni nei suoi orbitali esterni (s e p non distinti nel disegno).

In realtà l'idrogeno non ha perso il suo elettrone, si può dire che lo ha messo in compartecipazione con l'ossigeno, allo stesso modo l'ossigeno presta un elettrone a ciascuno dei due atomi di idrogeno. Le coppie di elettroni di legame (palline nere e rosse) possono orbitare sia intorno all'idrogeno che intorno all'ossigeno (vedremo poi che in realtà si trovano più spesso dalle parti dell'ossigeno). Per il calcolo del numero di ossidazione però gli elettroni di legame si considerano assegnati all'atomo più elettronegativo, in questo caso l'ossigeno. L'idrogeno quindi è come se perdesse il proprio elettrone e acquistasse l'ipotetica carica di +1 (numero di ossidazione dell'idrogeno). L'ossigeno acquista virtualmente due elettroni, la sua ipotetica carica diventa quindi -2 (numero di ossidazione dell'ossigeno).

Le regole per determinare il numero di ossidazione:

1- La somma algebrica dei numeri di ossidazione di tutti gli atomi di un composto è uguale a 0

2- La somma algebrica dei numeri di ossidazione di tutti gli atomi di uno ione poliatomico è uguale alla carica dello ione

3- Gli elementi allo stato libero in forma atomica (He) o molecolare (O2) hanno numeri di ossidazione uguale a 0

4- I metalli hanno generalmente numeri di ossidazione positivi, i metalli alcalini hanno sempre numero di ossidazione +1, i metalli alcalino terrosi hanno sempre +2

5- L'idrogeno ha numero di ossidazione +1 quando si lega con i non metalli, -1 quando si lega con i metalli

6- L'ossigeno ha quasi sempre numero di ossidazione -2, tranne nei perossidi dove ha -1

7- Gli ioni monoatomici hanno numero di ossidazione uguale alla carica dello ione


Tutto chiaro?
In ogni caso questa che segue è una tabella che riporta i principali e più comuni numeri di ossidazione.


Una curiosità, il superossido.
I più curiosi tra voi che hanno osservato la tabella sovrastante, si saranno resi conto di una cosa strana: l'ossigeno presenta un numero di ossidazione pari a -1/2. Questo si realizza in una particolare classe di composti chiamati superossidi, in cui è presente l'anione O2-, con un solo elettrone di valenza che diviso per i due atomi di ossigneo porta appunto al numero di ossidazione -1/2.
Nell'immagina a destra la configurazione elettronica di Lewis del superossido. I sei gusci elettronici esterni di ogni atomo di ossigeno sono evidenziati in nero; una coppia di elettroni č condivisa (in mezzo); la coppia spaiata č mostrata in alto a sinistra e l'elettrone aggiuntivo che conferisce la carica negativa č mostrato in rosso. (da wikipedia) Quasto particolare ione si definisce radicale libero e vedremo (forse) che svolge importanti funzioni nei processi metabolici delle nostre cellule

LA TAVOLA PERIODICA

METALLI

metalli

Nella tavola periodica che vedete qui sopra sono evidenziati con i colori tutti i metalli, mentre i non metalli sono lasciati in grigio.
Possiamo vedere che i metalli occupano in pratica tutta la parte sinistra della tavola periodica. In genere hanno una bassa elettronegatività, specialmente quelli posizionati più a sinistra (essi infatti non hanno nessun interesse ad attirare elettroni, ma anzi cercano di "disfarsene" per raggiungere l'ottimale configurazione ad ottetto). Per lo stesso motivo il loro numero di ossidazione è sempre positivo e quando formano degli ioni formano sempre ioni positivi ( o cationi).
Molti metalli hanno più numeri di ossidazione e possono formare composti diversi con lo stesso elemento, ad esempio il ferro può avere numero di ossidazione +2 (con l'ossigeno forma FeO) oppure +3 (con l'ossigeno forma Fe2O3)
I metalli si dividono in vari gruppi; metalli di post transizione, metalli del gruppo d (si chiamano così come avrete senza dubbio immaginato perché riempiono, nella loro configurazione elettronica anche uno o più orbitali d), lantanidi, attinidi, metalli alcalino terrosi e metalli alcalini. Cercate di ricordare questi due ultimi gruppi.


alcalini

METALLI ALCALINI


Litio (Li)
Sodio (Na)
Potassio (K)
Rubidio (Rb)
Cesio (Cs)
Francio (Fr)

Possiedono un solo elettrone nei loro obitali o gusci di valenza che è sempre un orbitale n s1. Il loro numero di ossidazione è sempre +1 e formano sempre ioni positivi di carica 1+.

METALLI ALCALINO TERROSI


Berillio (Be)
Magnesio (Mg)
Calcio (Ca)
Stronzio (Sr)
Bario (Ba)
Radio (Ra)


La loro configurazione elettronica negli orbitali più esterni finisce sempre con un orbitale n s2. Possiedono 2 elettroni di valenza e il loro numero di ossidazione è in pratica sempre +2. Formano ioni positivi di carica 2+.

alcalino terrosi


SEMIMETALLI

semimetalli

Come si può intuire dal nome si tratta di elementi che hanno caratteristiche intermedie tra i metalli e i non metalli, si tratta in partica di soli sette elementi: Boro, Silicio, Germanio, Arsenico, Antimonio, Tellurio e Polonio.

NON METALLI

non metalli

Quelli evidenziati con i colori qui sopra sono invece i non metalli, come vedete sono decisamente in minoranza rispetto ai metalli.
Quattro tra questi elementi sono basilari per noi esseri viventi, idrogeno, carbonio, azoto e ossigeno costituiscono la maggior parte delle molecole organiche, il nostro corpo ad esempio è formato in gran parte proprio da questi quattro elementi.
L'ossigeno e l'idrogeno sono tra i più reattivi elementi anche nella chimica inorganica ed entrano in un gran numero di composti.

IDROGENO

Avendo un solo elettrone c'è poco da scegliere! La valenza dell'idrogeno è sempre 1, ma il suo numero di ossidazione può essere +1 o -1. Nella maggior parte dei casi l'idrogeno "cede" il suo elettrone ad atomi più elettronegativi, in questo caso il numero di ossidazione è +1 (es. HCl acido cloridrico, H2O acqua, HNO3 acido nitrico). Quando si combina con i metalli l'idrogeno assume numero di ossidazione negativo, cioè diciamo che "accetta" o "riceve" dai metalli un elettrone (es. NaH idruro di sodio, AlH3 idruro di alluminio)


OSSIGENO

L'ossigeno è un elemento che si da molto da fare, è estremamente reattivo e può combinarsi con quasi tutti gli altri elementi della tavola periodica. Ha un alto valore di elettronegatività (solo il fluoro è più elettronegativo) e spesso fa il prepotente strappando elettroni (tipicamente due) agli altri atomi. Quando succede infatti si dice che l'elemento è stato ossidato, questa definizione "ossidazione" si usa anche quando non è l'ossigeno a strappare elettroni. La cosa ci riguarda da vicino perché se stai leggendo questa pagina e rimani in vita lo devi all'ossigeno che proprio in questo momento sta ossidando le sostanze che hai mangiato a cena o a colazione e fornisce così energia al tuo organismo.
Il numero di ossidazione dell'ossigeno è quasi sempre -2 tranne nei perossidi in cui è -1 (come in H2O2)

 

Tra i non metalli da ricordare sono gli alogeni e i gas nobili

ALOGENI

Fluoro (F)
Cloro (Cl)
Bromo (Br)
Iodio (I)
Astato (At)

Sono tutti atomi molto elettronegativi, cioè hanno una forte capacità di attirare elettroni. Il fluoro a sempre numero di ossidazione -1, questo significa che "cerca disperatamente" qualcuno a cui "rubare" un elettrone. Il motivo è semplice da capire: al fluoro con i suoi 9 elettroni ne basta appunto uno per arrivare al sospirato ottetto (configurazione del Neon). Gli altri alogeni hanno tutti numero di ossidazione -1, ma possono avere anche numeri di ossidazione positivi.
alogeni
Ad esempio il cloro può rubare un elettrone a qualcuno (come al sodio) e raggiungere così l'ottetto, ma può anche provare a cedere uno o più dei suoi elettroni per cercare di raggiungere la configurazione del neon. Esso quindi può assumere come numero di ossidazione i valori +1, +3, +5, +7. La stessa cosa vale anche per gli altri alogeni.

Gas nobili

 

GAS NOBILI

Elio (He)
Neon (Ne)
Argon (Ar)
Kripton (Kr)
Xenon (Xe)
Radon (Rn)

Che dire dei gas nobili? Sono elementi baciati dalla fortuna, come dire, nati con la camicia. Il loro ottetto è già completo e i loro orbitali esterni comprendono sempre otto elettroni (2 nell'orbitale s e 6 nell'orbitale p). Non dovendo mai nè cedere nè acquistare elettroni non prendono parte a legami o reazioni chimiche. Dei tipi decisamente asociali!
(anche se in realtà come abbiamo visto ci sono delle eccezioni)

QUAL E' IL CONCETTO?

Ogni atomo cerca di raggiungere una configurazione elettronica uguale o almeno vicina a quella dei gas nobili. Per farlo gli atomi devono quasi sempre farsi prestare o mettere in compartecipazione o disfarsi di uno o più elettroni. Quando si forma un legame chimico tra due elementi significa che in qualche modo sui loro orbitali esterni succede qualcosa che li porta a essere uguali o almeno ad assomigliare a un gas nobile.

OK, INIZIAMO A MESCOLARE...

Partiamo da qualcosa di facile i

COMPOSTI IONICI

Ora, tanto per complicare le cose succede spesso che uno stesso composto possa presentarsi con nomi diversi. Il "nome ufficiale" è il nome IUPAC. La IUPAC, acronimo di International Union of Pure and Applied Chemistry (in italiano Unione Internazionale di Chimica Pura ed Applicata), è una organizzazione non governativa che si occupa, tra le altre cose, di stabilire in modo univoco e semplice, i nomi per tutte le sostanze chimiche. Ad esempio, Fe2O3 si chiama triossido di diferro secondo la nomenclatura IUPAC, ossido ferrico, secondo la nomenclatura tradizionale e con il nome comune di ruggine. Noi ci atterremo di solito al nome IUPAC, ma in molti casi potrebbe essere utile conoscere anche il nome tradizionale o il nome comune.

Si formano tipicamente per la combinazione di un metallo con un non metallo. Se guardate la tavola periodica i composti ionici si formano facilmente quando un elemento della parte destra (come il cloro) si combina con un elemento della parte sinistra (come il sodio). In questi casi un atomo molto elettronegativo strappa un elettrone ad un atomo poco elettronegativo. Si formano due ioni di carica opposta Cl- e Na+ e come sapete cariche opposte si attirano. In questi casi lo ione negativo assume la desinenza -uro (tranne l'ossigeno che si chiama ossido), in un composto ionico la somma delle cariche degli ioni (che corrispondono al loro numero di ossidazione) deve essere uguale a 0.

Ecco alcuni esempi:

NaCl cloruro di sodio
K2S solfuro di potassio
CaO ossido di clacio

CaCl2 cloruro di calcio
MgO ossido di magnesio
KI ioduro di potassio
KBr bromuro di potassio
CaS solfuro di calcio
MgF2

IONI POLIATOMICI

Uno ione poliatomico è in pratica una molecola in cui la somma totale degli elettroni presenti non bilancia la somma totale delle cariche positive (protoni) dei nuclei. Gli ioni poliatomici si legano facilmente a ioni di segno opposto, il loro nome finisce in genere per -ato o -ito tranne alcuen eccezioni.
Ecco una tabella dei più comuni ioni poliatomici.

Ecco alcuni esempi:

NaOH idrossido di sodio
KNO3 nitrato di potassio
CaCO3 carbonato di calcio
Ca3(PO4)2 fosfato di calcio
Al2(SO4)3 solfato di alluminio

KCN cianuro di potassio
K2Cr2O7 dicromato di potassio
CuSO4 solfato di rame
Na2SO3 solfito di sodio
NH4Cl cloruro di ammonio
Quando si scrive la formula di un composto si scrive sempre prima lo ione positivo e poi quello negativo se si tratta di un composto ionico oppure, negli altri casi si scrive prima l'elemento o gli elementi meno elettronegativi e poi quelli più elettronegativi. Lo ione ammonio infatti, che era l'unico ione poliatomico positivo, si scrive prima dello ione negativo a cui si lega (vedi esempio qui sopra) e quest'ultimo prende la solita desinenza in uro (cloruro di ammonio)

Perché diavolo il solfito si chiama solfito e il solfato solfato?
Sicuramente non starete più nella pelle per scoprire come mai ioni e composti apparentemete simili prendono desinenze diverse. Nella nomenclatura tradizionale tutto dipende dal numero di ossidazione, nello ione solfato lo zolfo ha numero di ossidazione 6, nel solfito 4 così come nel nitrato l'azoto ha numero di ossidazione 5, nel nitrito 3. In generale negli ioni poliatomici e nei sali si assegna la desinenza in ato quando l'elemento coinvolto presenta numero di ossidazione maggiore, ito, quando presenta numero di ossidazione minore. Se un elemento presenta più di due numeri di ossidazione si usa il suffisso per + desinanza ato per quello più alto in assoluto e il suffisso ipo + desinenza ito per quello più basso in assoluto. Ad esempio il cloro può formare quattro ioni poliatomici:

ClO- ipoclorito (numero di ossidazione del cloro +1)
ClO2- clorito (numero di ossidazione del cloro +3)
ClO3- clorato (numero di ossidazione del cloro +5)
ClO4- perclorato (numero di ossidazione del cloro +7)

Nel caso invece di acidi o anidridi si sostituisce alla desinenza ito la desinenza oso e alla desinenza ato la desinenza ico. Usando sempre il cloro e aggiungendo un atomo di idrogeno agli ioni che avete qui sopra otteniamo quattro acidi che sono:

HClO acido ipocloroso (numero di ossidazione del cloro +1)
HClO2 acido cloroso (numero di ossidazione del cloro +3)
HClO3 acido clorico (numero di ossidazione del cloro +5)
HClO4 acido perclorico (numero di ossidazione del cloro +7)

Dite la verità non è divertente?


COMPOSTI BINARI NON CONTENENTI OSSIGENO

Si parte dall'elemento scritto per ultimo nella formula, si aggiunde desinenza uro e si specifica di + nome primo elemento

Esempi:

LiH Idruro di litio
MgH2 Idruro di magnesio
NH3 Triidruro di azoto, ammoniaca
FeS Solfuro di ferro
NaCl Cloruro di sodio, sale da cucina
CaF2 Difluoruro di calcio, fluorite
KBr Bromuro di potassio
AgI Ioduro di argento

La nomenclatura IUPAC (International Union of Pure and Applied Chemistry )
Nella nomenclatura IUPAC si usano dei prefissi numerici e non si adottano suffissi o desinenze che variano a seconda del numero di ossidazione degli elementi. Questo semplificale cose in molti casi, ma talvolta non è molto comoda da usare e per alcuni composti rimane molto usata la nomenclatura tradizionale. Ad esempio se non vi ricordate se il ferro in Fe2O3 ha il suo numero di ossidazione più alto o più basso e quindi non sapete se chiamarlo ossido ferrico o ferroso (nella nomenclatura tradizionale è l'ossido ferrico), poco male. Nella nomenclatura IUPAC è semplicemente il triossido di diferro. Questo altro composto invece, H4P2O7 nella nomenclatura tradizionale si chiama acido pirofosforico, mentre per la nomenclatura IUPAC è eptaossibifosfato di tetra-idrogeno, nome decisamente meno simpatico del primo!
I prefissi numerici:

1 = mono
2= di
3 = tri
4 = tetra
5 = penta
6 = esa
7 = epta
8 = otta
9 = nona
10 = deca

Esempi:

As2S5 pentasolfuro di diarsenico
S2Cl2 dicloruro di dizolfo
S2F10 decafluoruro di dizolfo
CCl4 tetracloruro di carbonio (freon)
SF6 esafluoruro di zolfo
CuCl monocloruro di rame
CuCl2 dicloruro di rame
FeBr3 tribomuro di ferro


COMPOSTI BINARI CONTENENTI OSSIGENO

OSSIGENO + METALLO

Sono gli ossidi metallici, il nome si forma con la parola ossido di... più eventuali suffissi numerici.

Ecco alcuni esempi tra parentesi il nome nella nomenclatura tradizionale, in corsivo eventuale nome comune:

FeO Monossido di ferro (ossido ferroso)
Fe2O3 Triossido di diferro (ossido ferrico) ruggine
Fe3O4 Tetraossido di triferro, (ossido ferroso ferrico) magnetite

PbO2 Biossido di piombo
ZnO Ossido di zinco

CaO Ossido di calcio, calce viva
Na2O Ossido di sodio (Ossido disodico)

OSSIGENO + SEMIMETALLO

SiO2 Biossido di silicio, silice

OSSIGENO + NON METALLO

Questi ossidi, a differenza dei precedenti, si presentano solitamente gassosi a temperatura ambiente e nella nomenclatura tradizionale (ancora molto usata) prendono il nome di anidridi.

CO Monossido di carbonio
CO2 Diossido di carbonio (anidride carbonica)

SO Monossido di zolfo
SO2 Diossido di zolfo (anidride solforosa)
SO3Triossido di zolfo (anidride solforica)

Cl2O Monossido di dicloro (anidride ipoclorosa)
Cl2O3 Triossido di dicloro (anidride clorosa)
Cl2O5 Pentossido di dicloro (anidride clorica)
Cl2O7 Eptossido di dicloro (anidride perclorica)

NO Ossido di azoto (ossido nitrico)
NO2 Diossido di azoto (ipoazotide)
N2O Monossido di diazoto (protossido di azoto) gas esilarante, nos
(questo composto si presta ai più svariati usi: in ambito medico viene usato per effettuare anestesie, costituisce il propellente per areosol e per le bombolette di panna spray, viene usato come comburente nei motori per razzi e è diventato famoso dopo la serie dei film "fast and furious" perché usato come additivo per aumentare la potenza dei motori a scoppio.)
N2O3 Triossido di diazoto (anidride nitrosa)
N2O5 Pentaossido di diazoto (anidride nitrica)