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Ai Weiwei. LIBERO

Un percorso-visita
a cura di VBL, VCL e VCP del Liceo Don Bosco
coordinate da Elisabetta Pieri
foto di Andra Pistinciuc Continua a leggere Ai Weiwei. LIBERO

Ai Weiwei. LIBERO
Firenze, Palazzo Strozzi, 23/9/16-22/1/17

 Ai Weiwei liberoUn percorso-visita
a cura di VBL, VCL e VCP del Liceo Don Bosco

coordinate da Elisabetta Pieri
foto di Andra Pistinciuc

L’ACCOGLIENZA:

Facciata e cortile

Facciata

La facciata con i gommoni rossi

Il contrasto tra il gusto rinascimentale e l’arte contemporanea è visibile già dall’esterno del Palazzo: sulle due facciate sono stati infatti istallati dei gommoni dal forte impatto visivo, la cui finalità è far riflettere sull’attuale problema dell’immigrazione.
Giunti nel cortile, entriamo ancora di più nello stile di Ai weiwei.


L’istallazione Refraction, la cui forma ricorda una gigantesca ala, è stata realizzata con cucine solari e tipici bollitori per il

L’ala nel cortile

L’ala nel cortile

tè tibetani: siamo stati invasi da un senso di claustrofobia, provocata dalla pesantezza dei metalli e allo stesso tempo dal senso di evasione che il gesto del volo ricorda.
Solo successivamente abbiamo notato i dettagli alle colonne: posti su tre lati del cortile erano state appese canne di bambù incastrate a vasi Ming di porcellana. A primo impatto sembrava che il bambù stesse per piegarsi da un momento all’altro, in realtà è un materiale molto elastico e resistente.
La mostra ha catturato la nostra attenzione già dalle prime istallazioni, uniche nel loro genere e con lo scopo di trasmettere un forte messaggio politico e culturale.

C.BARTALONI, E.BENSI, B.MALQUORI, G.NERI

 

IL PIANO NOBILE:

Forever

E’ la prima sala della mostra che incontriamo. L’installazione presentata è Stacked, un allestimento

Forever

Forever

site-specific per Palazzo Strozzi la cui struttura ricorda un arco di trionfo. L’artista assembla 950 biciclette, mezzo di trasporto integrante della tradizione cinese prima dell’industrializzazione. Con quest’opera AWW vuole reinterpretare in modo astratto un oggetto simbolo di libertà appartenente alla quotidianità del suo paese, ispirandosi chiaramente ai ready-made di Duchamp. ”Yong Jiu”, letteralmente tradotto come ”per sempre”, era il marchio più importante di biciclette in Cina. L’opera vuole sottolineare il problema dei trasporti e dell’inquinamento dovuto alla modernizzazione.

A.MARCATTILI, E.MUSIC, Y.NERI, J.SBOUI,

 

Sichuan

Snake

Snake

In questa sala, dedicata alla memoria del terremoto che colpì l’omonima regione, AWW ha composto su una parete un serpente, elemento che rimanda al dragone della tradizione cinese, utilizzando una composizione di zaini bicromi. Al centro della sala vi sono delle casse di legno di vario tipo, ciascuna delle quali riprende la forma dei tondini

Snake: la bara e il tondino in marmo

Snake: la bara e il tondino in marmo

deformati durante il terremoto del 2010 che causò più di 60.000 vittime (tra cui circa sei mila bambini). Tramite quest’opera, l’artista mostra al mondo intero la censura del

governo cinese su un drammatico evento di cronaca e rivendica la necessità di ricordare. Inoltre, attraverso i tondini, denuncia i prodotti scadenti utilizzati nella costruzione degli edifici pubblici.

G.PANDOLFINO

 

Renaissance

Renaissance

Renaissance

Risulta evidente il rapporto tra modernità e Rinascimento in questa sala, allestita non solo con suggestivi ritratti raffiguranti famosi personaggi fiorentini ma anche con due poliedri di uguale forma ma diversi per materiale e grandezza. 
Il filo rosso che collega i ritratti in Lego di Savonarola, Galilei, Dante e Filippo Strozzi è la dissidenza politica, tratto caratteristico delle opere di AWW (l’utilizzo dei mattoncini Lego ha suscitato molte critiche da parte del marchio commerciale che non voleva intromettersi in questioni politiche). I due poliedri – di cui il più grande è disposto al centro della sala, mentre quello più piccolo è in uno degli angoli – riprendono invece sia gli studi di Leonardo che i giochi dei gatti, di cui l’artista è appassionato.   

A.VERDIANI

 

Vases

La sala si compone essenzialmente di due parti: sulla parete si trovano tre fotogrammi in sequenza,

Vases

Vases

rappresentati su un puzzle di LEGO, in cui l’artista getta a terra in modo impassibile un vaso della dinastia Han, dunque un vaso che simbolizza la tradizione cinese nella sua forma più pura e antica. Sul pavimento invece troviamo dei vasi, sempre cinesi e antichi, dipinti con vernici metallizzate tipiche delle automobili. A prima vista potrebbe sembrare un atto quasi vandalico di fronte a grandi testimonianze materiali della cultura ma, guardando più a fondo, si capisce il messaggio che l’artista vuole inviare: il rapporto che esiste tra tradizione e modernità e come quest’ultima possa distruggere l’intera identità culturale di un paese, in questo caso della Cina.

D.BARDOTTI, M.RAPPUOLI  

 

Wood

Wood: la sfera di sgabelli

Wood: la sfera di sgabelli

Qui troviamo quattro opere realizzate in legno. La prima, STOOLS, è una composizione di sgabelli, appartenenti alla cultura cinese, decontestualizzati e disposti, grazie alla tecnica dell’incastro, in modo da formare una sfera. La cosa interessante è che questi sgabelli sono stati ripresi dalle case cinesi di qualsiasi quartiere, persino i più poveri, tanto era comune e utilizzato tale oggetto. Possiamo notare che questo è un oggetto molto caro all’artista, dato che lo riutilizza in molte sue istallazioni. Proseguendo possiamo notare due tavoli, della dinastia Han, resi inutilizzabili perché scomposti. La terza opera è una rappresentazione dello stato Cinese creata attraverso l’incastro di

Wood: la Cina

Wood: la Cina

legni pregiati. L’ultimo elemento, non meno importante, è la carta da parati che ricopre le pareti di questa stanza, piena di simboli. Troviamo infatti una telecamera che rappresenta il controllo del governo cinese sul popolo e in particolare sull’artista, in quanto dissidente, l’uccellino di Twitter, l’unico mezzo con il quale può diffondere le sue idee, le manette che ricordano il suo periodo di prigionia e l’alpaca, che in lingua cinese è un termine con il quale comunica in codice. Tutti questi elementi sono resi importanti dal fatto che sono resi in oro.

R.DI RENZO, S.PECCIANTI, G.MULAS, V.CENNINI e D.FUSI

 

Objects

Gli oggetti contenuti in questa piccola stanza sono particolarmente importanti perché sono legati ad abusi di diritti umani e simboleggiano l’oppressione a cui l’artista venne sottoposto nel 2011; venne infatti arrestato e detenuto 81 giorni in un luogo segreto dove venne interrogato numerose volte. La sala contiene oggetti come il ruy – scettro in porcellana che simboleggia il tema del mercato di organi umani a cui alludono anche delle interiora di pollo – delle grucce e delle manette in cristallo e giada che evidenziano appunto il periodo di prigionia dell’artista. 

G.PORTIGIANI, T.VICIANI

 

Blossom and grass

Blossom and grasses: il tappeto di porcellana

Blossom and grasses: il tappeto di porcellana

Sulla parete adiacente alla porta, ci sono varie foto di AWW con il gesto del dito medio alzato davanti a luoghi famosi che aveva visitato durante i suoi viaggi. Al centro, sul pavimento è situato un tappeto di fiori in porcellana che richiama sia la straordinaria tradizione cinese in questa tecnica sia il movimento progressista dei “Cento fiori”. I fiori sono fatti con tale precisione in ogni dettaglio da sembrare più che veri; essi danno un senso di calma e semplice bellezza pur nella loro complessità e suggeriscono la sensazione di salire sopra, come un tappeto. Accanto sul

Blossom and grasses: il prato d’erba in ghisa

Blossom and grasses: il prato d’erba in ghisa

pavimento, un altro tappeto dà la sensazione opposta: steli d’erba massicci e in ghisa suggeriscono l’aggressività e la pesantezza.

S.OKPOKPO

 

 

 

 

 

Mythologies

Mythologies: gli esseri volanti

Mythologies: gli esseri volanti

La sala è dedicata a figure della mitologia cinese. Le creature in bambù e seta sono ispirate al “Classico dei monti e dei mari” che Ai Weiwei non poté leggere da bambino. Esse si rifanno a disegni infantili e aquiloni. Sono appesi al muro un pesce volante, una donna uccello e il grande vento, raffigurato come uomo con una coda di tigre. Monkey fa parte del Circolo degli animali dell’astrologia

Mythologies: foto della serie Perspectives

Mythologies: foto della serie Perspectives

cinese; il 2016 è proprio l’anno della scimmia, simbolo per eccellenza dell’instabilità. Nella stanza ci sono anche fotografie dell’artista immortalato nell’atto più esplicito della ribellione. In fondo alla sala, una videocamera in marmo osserva i visitatori del museo, esattamente come l’artista viene costantemente controllato. 

R.Di IORIO

 

 

Shanghai 

Shangai: i granchi in porcellana

Shangai: i granchi in porcellana

L’ultima sala è dedicata alla città dove, nel 2008, l’artista viene invitato a costruire un proprio atelier nel quartiere di Malu Town. Nel 2010, a studio ultimato, il governo municipale dichiara che l’immobile è stato costruito senza i necessari permessi e stabilisce che venga demolito. AWW decide comunque di inaugurarlo prima della distruzione. Alle persone invitate viene offerto un rinfresco a base di granchi, parola che in cinese -“he xie” – vuol dire armonia: tale parola diventa uno slogan contro la censura.

Shangai: resti dell’atelier

Shangai: resti dell’atelier

L’11 gennaio 2011 lo studio viene raso al suolo senza preavviso. In questa sala l’artista ha accatastato 1.500 granchi in porcellana, in relazione con un telaio in legno di un letto della dinastia Qing dentro al quale sono ricomposte parti dell’edificio demolito.

L.FAGIOLI, M.MENICONI, S.PIANIGIANI

 

 

La Strozzina:

Strozzina: omaggio a Duchamp

Strozzina: omaggio a Duchamp

Lo spazio è stato diviso in parti corrispondenti a diverse fasi della vita e del lavoro dell’artista: New York, 258 Fake, Surveillance, Leg Gun, Beijing East Village.

Nella parte dedicata a New York, è importante ricordare che furono proprio le visite ai musei e la cultura newyorkese a metterlo in contatto con artisti come Andy Warhol e Marcel Duchamp dai quali fu largamente influenzato.

 

A proposito di ” 258 Fake “, è rilevante il fatto che siano presenti immagini del suo blog per

Strozzina: Beijng, cubo in vetro

Strozzina: Beijng, cubo in vetro

testimoniare che Internet è il suo maggiore mezzo di comunicazione e che “258 Fake” è il nome del suo studio ed un gioco di parole tra falso e “fanculo”.
Aww è molto legato alla propria esperienza personale tant’è che, per mezzo di svariate foto, riflette nella sala Surveillance sul disagio dovuto alla continua sorveglianza da parte del governo cinese. Nella sala ” Leg Gun ” appare la sfida mediatica che lancia su Instagram, diventata virale tra i suoi follower che si sono fotografati a migliaia imbracciando la propria gamba come se si trattasse di un’arma, per mostrare come l’arma più pericolosa è in realtà l’uomo.

La sala Beijing East village è l’espressione concreta dell’ispirazione che l’artista ha ricevuto dalla scultura minimalista degli anni ’60. L’opera più rilevante della sala è ” Cristal Cube “.

strozzinaIn generale, nella Strozzina, è possibile cogliere la sintesi dei diversi campi artistici con i quali Aww esprime il proprio pensiero.

D.CENNINI, M.FATIGHENTI, C.SALVESTRINI, C.LELLIS, C.VRABIE

 

 

 

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